Credito, uno scenario peggiore delle attese

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I dati di aprile registrano la prosecuzione della fase di contrazione del credito concesso a imprese e famiglie, a fronte di un ulteriore aumento

delle sofferenze. Continua anche l’aumento della raccolta, che però non si traduce in una ripresa dei flussi erogati al sistema economico.

Questo dice l’ultimo rapporto Cer di giugno: di seguito il dettaglio.

La diffusione dei dati di aprile solleva più di un dubbio sulla possibile inversione a breve degli indicatori del credito. Si delinea uno scenario peggiore delle attese. Il credito resta bloccato, soprattutto quello alle imprese, e le sofferenze continuano a crescere in modo consistente.
L’aumento della raccolta non sblocca la propensione al credito delle banche. Il sistema bancario tende, in tal modo, a ridurre il funding gap. Sul fronte dei tassi si nota qualche limitata variazione, ma si conferma il lento ampliarsi dello spread tra tassi attivi e passivi. In sostanza, il ciclo del credito appare ancora impostato in senso negativo.

Impieghi
Le variazioni su base annua degli impieghi vivi registrate ad aprile, mostrate nel grafico 1, segnalano un ulteriore peggioramento. I dati destagionalizzati mostrano una riduzione dei prestiti alle famiglie che si attesta al -2,3 per cento rispetto al -2,2 di marzo e una contrazione del 6,8 per cento per il settore produttivo (imprese non finanziare e famiglie produttrici) rispetto al -5,8 per cento annuo del mese precedente. Per le famiglie, pur in presenza della peggior variazione annua mai registrata, si osserva una interruzione dell’andamento ribassista, mentre per le imprese il risultato di aprile è stato molto negativo, ha invertito decisamente l’andamento di stasi degli ultimi mesi e ha fatto segnare la peggior contrazione di sempre.
Questi andamenti si riflettono sul dato globale che ad aprile segna un nuovo picco negativo pari al -5,4 per cento su base annua.
I dati di aprile 2013 confermano ulteriormente l’andamento negativo degli ultimi mesi. I segnali di stabilizzazione provengono solo dalle famiglie
consumatrici, ma sono segnali timidi che mostrano solo un non peggioramento della situazione. Mancano ancora segnali di inversione e di
crescita del credito.

Sofferenze
La tavola 1 presenta l’ultima variazione annua e l’ultima variazione trimestrale annualizzata delle sofferenze totali e settoriali. I dati mostrati
in questo Aggiornamento mostrano un leggero miglioramento per le famiglie consumatrici, ma un peggioramento per le altre categorie. La crescita delle sofferenze rimane intensa. La situazione peggiore è registrata sempre dalle imprese non finanziarie con una crescita annua delle sofferenze del 25,4 per cento, affiancata da una crescita trimestrale annualizzata del 27,6 per cento, entrambe in peggioramento rispetto all’Aggiornamento precedente.
Migliore su base annua la situazione delle famiglie consumatrici (+15,7 per cento), che registrano anche una variazione trimestrale inferiore al dato annuale (+11,0 per cento) e in ulteriore rallentamento rispetto al dato di marzo. Stabile la situazione delle famiglie produttrici, che mostrano una crescita annua delle sofferenze pari al 15,8 per cento e una variazione trimestrale annualizzata del +14,1 per cento, in crescita.
La situazione complessiva delle sofferenze rimane molto problematica. Le variazioni di aprile mostrano un peggioramento del dato globale,
fortemente condizionato dal dato delle imprese. L’andamento negativo delle sofferenze non si è ancora invertito. Le banche dovranno fronteggiare
questa situazione con oculate valutazioni nei loro bilanci.

Raccolta
La raccolta bancaria, tavola 2, continua a mostrare segnali positivi. La variazione totale rimane positiva e stabile, con tassi di crescita annui tra il
3 e il 4 per cento negli ultimi mesi. Tra le varie forme di raccolta si nota un’accelerazione di quelle a breve termine, che si situano da due mesi
intorno al +6 per cento annuo, e una contrazione di quelle a lungo termine, al netto delle obbligazioni bancarie detenute dalle stesse banche. Nel
dettaglio, i depositi continuano a crescere con buoni ritmi (+8,2 per cento), soprattutto grazie all’apporto dei depositi a durata prestabilita (+32,6 per cento). Importante è anche la ripresa dei depositi in conto corrente (+5,2 per cento) che mostrano un ritmo di crescita in aumento negli ultimi sei mesi. In contrazione, invece, le obbligazioni bancarie, che scontano il negativo contesto finanziario.

Tassi di interesse
Concludiamo con l’analisi dei tassi di interesse. L’unica variazione degna di nota è quella del tasso sulle emissioni obbligazionarie. Il tasso è risalito
sopra la soglia del 3 per cento, ma è comunque più basso rispetto alla media degli undici mesi precedenti. Piccole variazioni per gli altri tassi.
Continua la moderazione dei tassi sulla raccolta, ovviamente ad esclusione dell’appena menzionato tasso sulle obbligazioni, mentre qualche lieve
aumento lo registrano i tassi di interesse sui prestiti e tra questi segnaliamo che il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese è in crescita da due mesi.
Le banche tendono a far ampliare, seppur con molta gradualità, lo spread tra tassi attivi e passivi. Sembra questa, al momento, l’unica politica possibile per migliorare i saldi di bilancio.

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