Il buon affare di Casini

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Molti rimproverano a Casini di aver mandato al suicidio l’Udc alleandosi con Monti. In realtà, ha fatto un vero affare. Con un partito ormai esangue, con consensi in inesorabile discesa, Casini non avrebbe retto l’urto di una concorrenza montiana nè avrebbe potuto guardare al Pdl e tanto meno al Pd per salvarsi, venendo meno in ipotesi la sua stessa ragion d’essere. Perciò, si è attaccato all’unico treno disposto a caricarlo e, da politico navigato quale è, si è preso i vagoni sicuri di arrivare a destinazione. Rispetto allo sfracello che lo aspettava, porta a casa 8 deputati e ben 10 senatori. Che vuole dire poter costituire un gruppo al Senato e lasciare senza gruppo Monti, se quest’ultimo volesse fare a meno di lui nella costruzione del nuovo partito. L’ipoteca rischia di continuare.

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