Un anno da dimenticare per l’economia e per le famiglie italiane

Si chiude per l’economia italiana un anno molto difficile. Secondo le nostre valutazioni di preconsuntivo, la flessione del Pil ha raggiunto il 2,1 per cento, mentre consumi delle famiglie e tasso di disoccupazione hanno stabilito nuovi record negativi: i primi con un diminuzione del 4,2 per cento; il secondo con un aumento di 2,3 punti; in entrambi i casi, il peggior risultato dell’Italia repubblicana. Il forte aumento del tasso di inflazione – 3,1 per cento nella media annua – contribuisce ha contribuito a portare l’indicatore di disagio sociale ai valori massimi degli ultimi quindici anni. Vistoso è lo scostamento dalle proiezioni adottate dal governo tecnico al momento del suo insediamento, quando si riteneva che la flessione del prodotto sarebbe rimasta contenuta al di sotto del mezzo punto percentuale, che consumi e tasso di disoccupazione sarebbero rimasti invariati, che la stabilità dell’inflazione sarebbe stata preservata.

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