Onida sulla riforma presidenziale

Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, promotore di Fondazione Etica, ha rilasciato un’intervista a Repubblica (C. Vecchio, 22 dicembre), in cui spiega i rischi da evitare nell’affrontare una riforma della forma di governo, in particolare quella in senso presidenziale di cui si parla in questi giorni.

“Il vero presidenzialismo, in vigore negli Usa – dice Onida – è un sistema di governo diviso, con poteri che si bilanciano”, così come nella forma di governo che abbiamo attualmente in Italia, quella parlamentare.

Non è vero – continua Onida – “che il premier in Italia ha solo il potere di fissare l´ordine del giorno del Consiglio dei ministri”. Infatti, “l´articolo 95 della Costituzione stabilisce che il presidente del consiglio dirige la politica generale del governo e ne è responsabile, implicando così un esecutivo collegiale, ma a guida monocratica. E la legge 400 del 1988 esplicita i numerosi poteri del presidente del consiglio, come quelli di avocare al consiglio singole questioni di competenza dei ministri”.

Stesso ragionamento per il potere di revoca dei ministri da parte del presidente del consiglio: “il potere sostanziale di revoca ce l´ha già. Se c´è un dissenso politico può di fatto imporre le dimissioni di un ministro. E in passato è accaduto infatti più volte”.

Premettendo che sulle riforme occorre un largo consenso da parte delle forze politiche, Onida conclude che occorre evitare qualsiasi “concentrazione di potere” che porterebbe ad uno “squilibrio del nostro sistema costituzionale. Il parlamento è l´organismo rappresentativo del corpo elettorale e quindi un luogo fondamentale della democrazia, che non può essere ridotto a sede di mera ratifica di decisioni prese altrove.”

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