Cattolici in politica: un’area tutt’altro che moderata

Da sempre si parla di cattolici in politica, ma da alcuni mesi l’insistenza è su una loro area moderata, che – a detta di molti – dovrebbe nascere dalla confluenza delle varie anime del cattolicesimo.

In realtà, le anime sono molte, e costituiscono un universo frammentato di associazioni e organizzazioni, con caratteristiche e percorsi molto diversi, tanto da intersecarsi su pochi aspetti. Spesso soltanto su uno: quello di definirsi cattolici.

“Definirsi”, e non “essere”, cattolici, perché anche sulla concezione di cosa voglia dire essere cattolico i distinguo ci sono, e molti. Le esperienze di Todi, Assisi o Bergamo, lo dimostrano: partecipano in tanti, sembrano d’accordo,  tutto pare pronto per far nascere la nuova area moderata, ma poi nulla. Il giorno dopo ricominciano sottili precisazioni che riportano distanza laddove a fatica si era raggiunta una convergenza.

Il dubbio, allora, è che l’obiettivo, per quanto importante, non sia poi così forte e sentito da far sacrificare tutto il resto. Il dubbio che anche qui, come nei partiti tradizionali, tutti abbiano paura di perdere qualcosa. Sembra mancare la generosità, quella che fa guardare alla bellezza del progetto dimenticando il costo da sostenere per realizzarlo. Manca la lungimiranza dell’investire in un progetto a lungo termine per il Paese, che non può essere compatibile con l’attaccamento all’immanente, al perimetro circoscritto di posizioni acquisite.

Se fosse così, dove sarebbe la differenza con i tanti altri tentativi che oggi si affollano sulla scena politica, tutti protesi a contendersi il centro, o comunque uno spazio terzo tra i due poli?

Se ancora ha un senso pensare ad un’area politica che si ispiri al cattolicesimo può essere soltanto per dare vita ad un’iniziativa dirompente, controcorrente, che si riconosca subito per l’innovatività del suo messaggio e per il coraggio dei suoi promotori.

Chi l’ha detto, infatti, che la nuova area debba essere moderata?

Al contrario, vivere il cattolicesimo in politica sarebbe di un effetto esplosivo, devastante per gli equilibri marci dell’esistente. Creare un’area politica di ispirazione cattolica vorrebbe dire andare contro il comune pensare, contro i riti del potere, contro gli stereotipi del successo e della ricchezza. Vorrebbe dire ribaltare i valori dominanti e cambiare le persone. Cambiarle dentro. Una rivoluzione. Non potrebbe essere nulla di meno. Decisamente nulla di moderato.

Davvero c’è chi ha il coraggio di una simile impresa oggi? Sarebbero in tanti quelli disponibili a dargli una mano.

Ma se così non fosse, se non ci fosse quel coraggio, se la presunta nuova area moderata altro non diventasse che una scusa per occupare uno spazio sfruttando il nome, e non la potenza, del messaggio evangelico, sarebbe meglio non iniziare neppure.

© 2013 Fondazione Etica.
Top