La condanna italiana a governi ingessati

Il quadro politico che esce dai ballottaggi è preoccupante. E non tanto per la disfatta del Pdl e della Lega, e neppure per la vittoria di outsider a Parma, a Genova, a Palermo, a Belluno, a Lucca. È un altro il vero motivo di allarme e rischia, purtroppo, di passare pericolosamente sottotraccia: chi ha vinto, ha vinto al prezzo di condannarsi all’ingovernabilità.

Il Pd che, non a torto, canta vittoria si attribuisce, in realtà, una medaglia che deve stare al collo di molti: nei 16 Comuni capoluogo di provincia il Pd ha dovuto annacquarsi in coalizioni che vanno da minimo 4 a ben 9 liste. Il che vuol dire che il Pd da solo non vince, e che talora non gli basta neppure affiancarsi i due compagni di Vasto, Idv e Sel. Per strappare la vittoria ha dovuto, ad esempio, inventarsi liste civiche di moderati ad Alessandria e Piacenza; imbarcare anche i socialisti a Genova, Isernia, Rieti, e anche i comunisti a Monza; allargare anche ad Api a L’Aquila e persino all’Udeur a Taranto.

Insomma, il centro-sinistra avrà anche vinto, ma dovrebbe spiegarci ora come intende governare. L’impressione è che siamo tornati a qualcosa di molto vicino alle formule barocche dell’Unione, in cui si mettono insieme in tanti per vincere e poi scoprire che insieme non riescono a governare. Proprio come nel 2006.

E non solo perché sono in tanti, ma soprattutto perché sono molto diversi. Allora, per durare avranno solo una possibilità: non governare. Nel senso che non potranno affrontare scelte importanti, ma solo limitarsi a quelle incolori che mantengono il quieto convivere di forze tanto diverse. Governi ingessati, insomma, e quindi dannosi per i cittadini, soprattutto ora che hanno bisogno di scelte decise e coraggiose.

Se questa è la vittoria, non c’è proprio nulla di cui essere contenti. Soprattutto, se si traspone la prospettiva sul piano nazionale.

Va detto che anche in questo Grillo è in controtendenza: Pizzarotti è l’unico sindaco ad aver vinto con un solo simbolo, quello del Movimento 5 Stelle. Lui e il suo movimento non avranno scuse: dovranno governare per forza.

In una situazione analoga anche Massaro a Belluno che ha vinto, sì, con 3 liste, ma tutte civiche, e rappresenta il solito candidato Pd che il solito Pd non ha voluto, consegnandogli la vittoria.

I partiti hanno di che preoccuparsi, e anche noi.

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