Lavoro culturale

La Fondazione è nata non per fare libri e convegni, ma per incidere sulle politiche pubbliche e coinvolgervi i cittadini.
Per questo, ci rivolgiamo non agli “addetti ai lavori”, con un linguaggio tecnico, ma all’opinione pubblica, con un linguaggio divulgativo.

Il cambiamento del sistema pubblico, delle sue politiche, richiede prima di tutto un cambio di mentalità e quindi un lavoro culturale: pensiamo che questo sia la premessa di ogni proposta.
Il termine venne, sviluppato da Luciano Bianciardi nel romanzo “Il lavoro culturale” (1957), ma è ai partiti del dopo-guerra che se ne deve la prima testimonianza: in un passato non lontano (anni ’70 circa) tra i vari dipartimenti di partito (casa, giovani, etc..) era previsto anche quello culturale ed esso era chiamato non Ufficio Cultura (come potrebbe essere oggi), ma Lavoro Culturale, come a volerne sottolineare la concretezza.

Noi ripartiamo da quell’impostazione.
La sfida è saper tradurre concetti difficili in parole semplici, sia nell’illustrare i nostri progetti e attività, sia nell’intervenire sui temi di attualità.

Attualità

In questa sezione proponiamo punti di vista e approfondimenti su temi di attualità. Le nostre attività, infatti, hanno per loro natura uno sviluppo generalmente di medio periodo, ma riteniamo che sia importante esprimerci anche su questioni inerenti la vita di tutti i giorni.

I primi decreti attuativi della riforma Madia dimostrano che non si tratta di una vera riforma, ma di interventi su singoli aspetti della PA. Il quinto decreto attuativo è su semplificazione e trasparenza: alcune disposizioni vengono presentate come nuove, mentre sono già in vigore, come quello dell’accesso civico, avocandosi un merito che, quindi, è di altri;

Tutti i candidati sindaco si dichiarano a favore della trasparenza, dell’efficienza e dell’anticorruzione, ma ora che la scadenza del 19 giugno si avvicina è ragionevole aspettarsi qualcosa di più che una generica dichiarazione. La differenza tra loro starà nel come intendono attuare i propositi dichiarati.

Sino ad oggi le politiche sociali sono state considerate un mero costo. Fare assistenza agli anziani, occuparsi dei disabili, reintegrare gli ex-tossicodipendenti, accudire i malati a lunga degenza, etc.., sono esempi di interventi pubblici visti come un peso per la comunità: soldi di spesa corrente sottratti agli investimenti.

Blog

Poiché non vogliamo fare un sito-vetrina, ospitiamo anche un blog come spazio aperto ai contributi dei cittadini. L’obiettivo è promuovere e contribuire alla diffusione di idee che escano dalla tendenza al pensiero dominante di molti media, non si limitino all’apparenza e provino ad andare in profondità, con punti di vista anche originali.

Dona il 5 x1000

Le previsioni di lungo periodo contenute in un recente studio della società PwC delineano un futuro impietoso per l’Italia che, da qui al 2050, scenderebbe dal 12° posto al 21° nella classifica mondiale in termini di PIL. Non sono pochi i paesi che perdono terreno innanzi alla crescita delle economie emergenti, Cina e India in…

I primi dati sull’attuazione del Foia non appaiono incoraggianti: secondo l’Associazione Diritto di Sapere: “viene reso impossibile il controllo civico su come è gestito un servizio pagato dai cittadini”. Leggi qui i primi dati resi noti sulla stampa  

Sostenitori e Partner

ecp

Vedi Anche

© 2013 Fondazione Etica.
Top