Fondo Salvacasa

Il Fondo Salvacasa nasce da una idea di Francesco Guarneri, uno dei fondatori di Fondazione Etica.


La crisi economica generale ha portato al progressivo impoverimento di ampie fasce sociali, in Italia come in altri Paesi. I dati forniti periodicamente dalla Caritas sono allarmanti: le richieste di assistenza continuano a registrare una crescita senza precedenti da parte di soggetti considerati benestanti fino a poco tempo fa.

Molti di loro rischiano di perdere anche l’abitazione comprata negli anni in cui le banche erogavano con facilità mutui prima casa per importi spesso a totale copertura del prezzo di acquisto. L’arrivo, poi, della crisi economica ha reso non più possibile per molti piccoli proprietari far fronte al pagamento delle rate di ammortamento del mutuo, con il risultato non solo di perdere la proprietà della casa, pignorata e messa all’asta dalla banca creditrice, ma anche di venire conseguentemente sfrattati. Il fenomeno è in forte aumento: su scala nazionale le esecuzioni immobiliari in essere e con probabile conclusione nei prossimi 5 anni sono stimate in circa 248.000 (Fonte: Ministero di Giustizia)

Quel numero significa che, considerando un nucleo familiare di quattro persone, circa un milione di persone, in Italia, rischia potenzialmente di trovarsi tra non molto senza una casa: ciò non significa semplicemente senza la proprietà della casa, ma soprattutto senza ciò che essa rappresenta in termini affettivi e in certo senso identitari. Si tratta incontestabilmente di un evento traumatico per l’individuo e destabilizzante per l’intera famiglia, che finisce per diventare anche un problema per l’intera collettività per le tensioni sociali che inevitabilmente porta.

Il fenomeno rivela un rischio serio per il sistema bancario, già messo a dura prova dall’ampia mole di impieghi classificati a contenzioso per effetto del fallimento di molte imprese. A fronte del crollo del mercato immobiliare, capita spesso che le banche non riescano a vendere gli immobili pignorati, trovandosi così a sostenere pesanti costi di gestione. Oppure capita che si trovino costrette a vendere a un prezzo troppo basso per recuperare il proprio credito.

È evidente che lo Stato non può affrontare la questione da solo, così come non può continuare a ignorarla. La nostra proposta è di prendere spunto dalle nuove politiche avviate dalla Gran Bretagna e già fatte proprie dalla Commissione Europea. Si tratta del Social Impact Investing: lo Stato diventa partner dell’investitore privato, garantendogli un ritorno economico sulla base del raggiungimento del risultato raggiunto.


Da lì, è venuta l’idea del Fondo Salvacasa, un fondo che acquista gli immobili all’asta e li riassegna in locazione agli ex proprietari a canone calmierato e quindi sostenibile.

Il Fondo Salvacasa è rivolto a investitori istituzionali, in primis la Cassa Depositi e Prestiti, ma anche, ad esempio, le fondazioni bancarie e le banche di credito cooperativo. Il plafond del Fondo verrebbe destinato all’acquisto in asta giudiziaria di immobili con le caratteristiche sopra dette. Un intermediario finanziario, eventualmente costituito ad hoc (ad esempio una Sgr) avrebbe il compito di contattare i vecchi proprietari, di locare loro gli appartamenti a un canone di affitto ragionevole e di fare sottoscrivere alle parti una doppia opzione, put e call, che darà facoltà a un tempo stabilito di cedere o ricomprare l’appartamento.

A gestire il rapporto locativo dell’immobile esecutato verrebbero chiamati soggetti no-profit (si pensi, ad esempio, ai patronati, alle organizzazioni sindacali, a onlus sperimentate come Caritas) grazie alle loro reti territoriali radicate in grado di selezionare le richieste degli ex-proprietari e potenziali inquilini, avendo cura in particolare dei soggetti e delle famiglie più fragili, e di collaborare con le banche nella dismissione coordinata di immobili residenziali in determinata area geografica.

Tra i punti di forza dell’investimento:

la trasparenza del processo di acquisto all’asta; l’alta probabilità di ricedere l’immobile all’ex-proprietario e inquilino, la possibilità di mettere subito a reddito l’investimento; l’alleggerimento per le banche dalla gestione onerosa degli immobili pignorati; un minor rischio di alterazione del mercato immobiliare con immobili reimmessi in vendita a prezzi molto bassi; la generazione di un forte impatto sociale positivo evitando di alimentare ulteriormente l’emergenza abitativa e i conseguenti problemi di ordine pubblico e di sicurezza nelle città.

Leggi la presentazione: DOCUMENTO INTEGRALE

Mercoledì 21 Ottobre è stata depositata dall’On. Gitti, in commissione Finanze (VI commissione), la risoluzione sul Fondo Salva Casa….

L’idea del “Fondo Salva casa” nasce in Fondazione Etica grazie ad uno dei suoi fondatori, Francesco Guarneri. Essa rappresenta uno strumento che permette di far convivere l’intervento economico con quello sociale. La decisione di vendita di portafogli ipotecari residenziali da parte della banche territoriali è una decisione che può avere un significativo impatto sociale e…

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